Importante convegno organizzato dalla UILPA Veneto sulla Privacy.

E’ del 7 marzo 2005 il dlgs n. 82 che ha istituito il CAD – Codice dell’Amministrazione Digitale – e cioè il TU che ha organizzato in modo sistematico le norme in materia rendendo effettivi i diritti della cosiddetta cittadinanza digitale.

Il DPR n. 62/2013, il codice di comportamento dei dipendenti pubblici adottato dalle P.A., inoltre, ai fini di tutelare il diritto alla privacy fornisce indicazioni precise da seguire nei procedimenti di accesso agli atti e, quindi, ai dati di cui la PA stessa ha disponibilità salvaguardando i diritti di tutti gli interessati.

Tale processo di così ampia diffusione e di così forte impatto sulla vita delle persone ha determinato nel tempo anche un cambiamento culturale che ha reso i cittadini sempre più consapevoli dei diritti individuali, come il diritto all’informazione, all’autodeterminazione (v. settore sanità), il diritto alla privacy, ecc..

Con particolare riferimento a quest’ultimo e in un contesto quale quello summenzionato, in cui la PA si avvale di procedure ad alta tecnologia che consentono la gestione di innumerevoli quantità di dati per lo svolgimento di compiti istituzionali, è emersa l’urgenza di disciplinare il trattamento dei dati personali per garantire ai soggetti titolari la possibilità di controllarne l’utilizzo e la diffusione (dlgs 675/96, poi dlgs 196/2003).

Il GDPR - General Data Protection Regulation – ovvero il Regolamento UE 27.4.2016 n. 679 , che ha sostituito il dlgs 196/2003, ha ampliato le garanzie a favore del cittadino introducendo il principio di PbD “Privacy by Design” ovvero l’obbligo per ogni processo tecnologico con il quale vengono trattati dati personali di prevedere un sistema di protezione fin dalla fase di progettazione della procedura stessa.

La diffusione della tecnologia nella Pubblica Amministrazione, in sostanza, se da un lato ha prodotto innegabili benefici alla vita del cittadino, dall’altra ha aumentato in modo esponenziale la sua vulnerabilità, cioè la sua esposizione al rischio di subire limitazioni alla sua libertà, discriminazioni, ecc., rese possibili anche da un uso non autorizzato dei dati personali.

La normativa a tutela della privacy, che ha per scopo la tutela della persona, della sua dignità e della sua libertà, risponde, perciò, ad istanze di natura prettamente etica delle quali la PA non può non tener conto.

Qui sotto è reso disponibile il materiale del convegno

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